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Netanyahu tra gli ostaggi e la vittoria finale

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"Mi rivolgo a lei, Netanyahu, il loro destino è nelle sue mani": a parlare così è Adina Moshe, un ex ostaggio

"Mi rivolgo a lei, Netanyahu, il loro destino è nelle sue mani". A parlare così è Adina Moshe, un ex ostaggio che ha tenuto questa sera una conferenza stampa assieme ad altre quattro donne liberate dalla prigionia di Hamas.

"Generazioni di israeliani sono cresciute con l'idea che si cercherà sempre di salvare le vite degli ebrei", ha detto Aloni Cunio, liberata con i due figli ma che ha lasciato a Gaza il marito David. "Il prezzo è alto, stringe lo stomaco, ma se non lo facciamo, sarà per sempre una macchia per Israele", ha aggiunto, implorando un accordo per la liberazione degli ostaggi. "Ma lei lo sa cosa vuol dire stare lì anche per una sola ora?", ha detto fra le lacrime a sedicenne Sahar Calderon, dicendo di voler riabbracciare al più presto il padre Ofer, che è ancora ostaggio a Gaza.

Il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu ha promesso una "vittoria schiacciante" su Hamas. "Siamo sulla strada di una vittoria completa. La vittoria è a portata di mano", ha affermato in conferenza stampa, prevedendo che la vittoria sarà "questione di mesi" non di anni.

Gli obiettivi della guerra, ha ribadito, sono "distruggere Hamas, riportare a casa gli ostaggi e assicurare che Hamas non sia più una minaccia per Israele. Netanyahu ha lodato i risultati "senza precedenti" ottenuti dall'esercito a Gaza, annunciando che, dopo Khan Yunis, le Idf sono pronte a combattere anche a Rafah. "Continueremo fino alla fine, non c'è altra soluzione diversa da una vittoria completa" e sarà "una vittoria per tutto il mondo libero".

Gli ostaggi sono una priorità, ha detto Netanyahu e la maggiore pressione militare aumenterà la possibilità della loro liberazione. Quando al futuro di Gaza, "il giorno dopo è il giorno senza Hamas", ha dichiarato Netanyahu, sottolineando di volere che la Striscia sia demilitarizzata.

8 Febbraio
Autore
Pasquale Lattarulo

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